Io, disabile a Kibera. La storia di piccolo Peter

Aiutaci a raccogliere fondi per le attività del centro Paolo's Home che supporta i bambini disabili e le loro madri della baraccopoli di Kibera (Nairobi, Kenya)
Copertina del progetto Io, disabile a Kibera. La storia di piccolo Peter

                                                         Io, disabile a Kibera. La storia di Piccolo Peter.


Peter Ochieng o Piccolo Peter, come lo chiamano tutti a Paolo’s home, ha 4 anni. Abita a Kibera, ai margini della città di Nairobi, dove condivide la baracca con i suoi genitori e altri 4 fratelli. 

E’ un bambino molto dolce, a cui piace il contatto. Se ti accovacci vicino a lui ti prende la mano e ti si siede sulle ginocchia. Di rado alza gli occhi e se li strofina spesso con i pugni chiusi. Janet ci spiega che non riesce ad aprire gli occhi completamente, ed è stato portato più volte da più oculisti senza che si riuscisse a definire la causa del suo problema. A settembre ci hanno comunicato la diagnosi, carcinoma in entrambi gli occhi. A ottobre è stata fatta la prima operazione. 

Entriamo nella loro capanna che il padre non c’è, è in giro a cercar lavoro. Ci accoglie la madre e ci invita a sedere dove troviamo posto. I genitori di Peter sono molto uniti e cercano di essere presenti il più possibile nella vita dei loro figli. Inutile dire come questo ci venga presentato come un’eccezione. In genere le madri sono lasciate sole dopo la scoperta della disabilità del figlio. In primis dal marito, ma anche dai vicini, dagli stessi parenti e dall’intera comunità. Questo perché in Kenya ci sono ancora molte credenze e superstizioni riguardo la disabilità e poca conoscenza delle reali cause alla base delle patologie. Di recente Peter è stato inserito in una scuola. Quando lo andiamo a trovare nella sua classe, ci rendiamo conto di quanti benefici abbia portato l’inserimento scolastico. Peter interagisce di più, riesce a svolgere i compiti che gli vengono assegnati ed è molto migliorato nell’autonomia.


Piccolo Peter è uno dei bambini seguiti dal Centro Paolo’s Home che dal 2007 offre cure e assistenza a bambini con disabilità psicofisica. I servizi offerti dal centro raggiungono ogni anno circa 150 bambini e le loro famiglie: fisioterapia, counselling, centro diurno, empowerment economico per le madri, supporto alla scolarizzazione, supporto sanitario, sensibilizzazione della comunità. In un contesto di disgregazione e povertà come quello di Kibera occorre agire su tanti fronti: le cure e le visite specialistiche sono essenziali per arrivare a una diagnosi che chiarisca il piano terapeutico da seguire, ma non bastano. La sensibilizzazione e la formazione delle famiglie, delle scuole e della comunità intera son fondamentali per far sì che i bambini abbiano un reale futuro all’interno della collettività. A volte chi ha bambini con disabilità li nasconde per paura dell’emarginazione che ne deriverebbe, la sensibilizzazione dev’esser capillare, porta a porta. Per questo operare all’interno di Kibera significa agire su diversi fronti.

                    Con 1500 euro permetti la realizzazione del programma di formazione e sensibilizzazione: iniziative del 3 dicembre (giornata internazionale della disabilità), campagna di informazione porta a porta, incontri con gruppi di genitori sul tema della disabilità, formazione delle insegnanti nelle scuole;

                    Con i 6.000 euro richiesti è possibile fare tanto:

                    Con 2500 euro permetti alle attività del centro di proseguire, pagando per 6 mesi le spese di affitto della sede temporanea in attesa che siano completati i lavori della nuova sede (vedi Eticarim ottobre 2017 “Un tetto per Paolo’s Home”).

                    Con 1000 euro permetti l’acquisto di computer e attrezzature per l’ufficio per procedere alla creazione di un database, digitalizzando i dati di accesso ai servizi.

                    Con 1000 permetti ai bambini che ne necessitano di poter accedere a visite mediche, esami specialistici e (non scontato) ai trasporti per poter raggiungere le cliniche

                    Dona anche tu! GRAZIE!

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