L’idea nasce dalla constatazione che alle prime avvisaglie di perdita dimemoria di un anziano, l’aspetto che preoccupa di più i familiari è che possaperdersi. D’altra parte, essendo la persona ancora autosufficiente e desiderosadi mantenere le proprie routine sia in casa che fuori (andare a fare la spesa, afare una passeggiata, dalla parrucchiera, al bar con gli amici, a teatro, inPosta/banca…) non è possibile limitarla in questi spostamenti o avere sempre qualcunoche la accompagni.
Peril familiare l’App diventa uno strumento che gli consente di controllareserenamente a distanza l’anziano senza risultare invadente e limitante per lapersona.
L’esperienzadi disorientamento è inoltre riferita dalla persona stessa come una delleesperienze più traumatiche che si possa vivere: la persona entra in uno stato diagitazione che non le consente di trovare una soluzione efficace: anche laricerca di un numero di telefono nella rubrica del cellulare diventa un’impresaimpossibile.
L’unicasoluzione sarebbe chiedere aiuto, ma spesso questo genera vergogna e la personapreferisce continuare a vagare alla ricerca di punti di riferimento e neltentativo si allontana sempre di più.
Perl’anziano l’App rappresenta uno strumento immediatamente consultabile graziealla configurazione fissa attraverso la quale può inviare un SOS al numeropreimpostato senza accedere alla rubrica, o farsi guidare dal navigatore fino acasa.
Alfine di migliorare l’autonomia rispetto agli impegni quotidiani, l’app è dotatadi una sezione pro-memoria che può essere impostata sia dall’anziano che dalfamiliare in remoto.